Manuela

Come sono arrivata a Shalom? Grazie al mio amico Giuliano! Grazie è proprio l’unica parola che posso usare per riassumere la mia esperienza qui.

Catapultata in un mondo completamente diverso da quello che siamo abituati a vivere ogni giorno mi aspettavo di affrontare quest’avventura con un nodo in gola, pensando che non sarei riuscita ad accettare le disparità tra il nostro modo di vivere e il loro.

Tutt’altro! Dal momento in cui ho appoggiato il primo piede scendendo dal pulmino non ho smesso di sorridere, ridere, emozionarmi di gioia fino al momento in cui, purtroppo, ho dovuto staccare il secondo piede da quel magico posto che è Shalom per risalire sul pulmino.

Per questo voglio dire grazie.

Il primo giorno incontro una ragazza mentre girovagavo curiosando. Nelly, 12 anni, bellissima, solare, ci presentiamo e dopo averle detto il mio nome lei si sfila l’unico braccialetto che aveva al polso e me lo fa indossare dicendomi che era un regalo per me.

Incredula guardo il mio amico Giuliano e gli dico “hai visto?”, lui mi risponde “sì, ho visto, pensa che senza nemmeno sapere chi tu sia ti ha dato l’unico braccialetto che aveva”. Rimango immobile per qualche secondo.

Ci ragiono ma non riesco ad elaborare. A dir la verità tutt’oggi non so darmi una spiegazione per questo gesto perciò ho semplicemente smesso di cercare una risposta.

Come dice Padre Francis: “probabilmente c’è lo zampino della Provvidenza”.

Per questo voglio dire grazie.

In pochissimi giorni ho imparato nuovamente l’importanza di farsi riempire il cuore. Si, perché sempre di più nelle nostre vite siamo abituati a riempirci di “cose materiali” (e io sono la prima della fila) dimenticandoci cos’è che davvero ci aiuta a vivere bene: le emozioni autentiche.

Per questo voglio dire grazie.

In soli cinque giorni ho trovato innumerevoli motivi per tornare a Shalom, non ve li elencherò perché mi piacerebbe che ognuno potesse scoprirli da sé e perché probabilmente ognuno ne troverebbe di diversi. Posso assolutamente dirvi che sarebbe una delle esperienze vita di cui non ci si può pentire.

Per tutto questo voglio dire grazie a Shalom, grazie a Giuliano e a tutti i miei compagni di viaggio Paola, Graziana 1, Graziana 2, Piera, Alena e Alberto.

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La lettera dei bambini di Shalom

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Graziana