I nostri progetti in Kenya
Shalom Home
Il primo progetto di IKIAO
Nel cuore del Kenya sorge Shalom Home, un grande villaggio che oggi accoglie oltre 550 bambini e giovani, dai neonati fino a più di 20 anni. Molti sono orfani o provengono da situazioni di grande disagio. Qui, ogni giorno, si costruisce una speranza concreta fatta di cibo, istruzione, cure e tanto amore.
💛 Un luogo di pace e rinascita
Il nome “Shalom” significa pace. Shalom Home è molto più di un villaggio: è una grande famiglia dove ogni bambino trova un tetto sicuro, pasti quotidiani, scuola e formazione, cura e sostegno emotivo. Gli educatori e i volontari locali accompagnano i bambini e i giovani ogni giorno, aiutandoli a trasformare la fragilità in forza.
Attualmente, Shalom Home è sostenuto esclusivamente dall’associazione Melamango in Italia (https://melamango.wordpress.com/). IKIAO lo ha scelto come primo progetto in Svizzera, con l’obiettivo di ampliare il sostegno e garantire continuità e crescita a questa realtà straordinaria. L’associazione lavora per assicurare nutrizione e acqua pulita a tutti i bambini, potenziare la scuola interna e le attività educative, migliorare le strutture sanitarie e abitative e creare nuove opportunità di studio e lavoro per i ragazzi più grandi.
🌱 Il sostegno di IKIAO e Melamango
🌍 Un futuro da costruire insieme
Shalom Home non è solo un luogo fisico, ma un simbolo di speranza. Ogni sorriso, ogni passo verso la scuola, ogni gioco nei cortili è la prova che la solidarietà può davvero cambiare una vita. Con il sostegno di IKIAO, vogliamo far crescere Shalom Home e garantire a questi bambini e giovani non solo di sopravvivere, ma di sognare in grande.
Padre Francis l’anima di Shalom
Il primo progetto IKIAO: energia solare per Shalom Home
A Shalom Home, la casa che da anni accoglie bambine e bambini orfani o in situazioni di grave vulnerabilità sotto la guida di Padre Francis Gaciata, l'elettricità non è mai stata una certezza. La rete locale è inaffidabile e costosa, i blackout frequenti — al punto che spesso i visitatori non riuscivano nemmeno a caricare un telefono. Per anni la struttura ha fatto affidamento su una piccola centrale idroelettrica, ormai bisognosa di manutenzione profonda, e su generatori diesel: costosi, inquinanti, e una toppa più che una soluzione.
Da qui è nata l'idea di un impianto fotovoltaico, proposta inizialmente dal dr. Bruno Soave — co-fondatore storico di Shalom insieme a Padre Francis — e sviluppata e finanziata da IKIAO dopo una valutazione tecnica interna all'associazione.
L'obiettivo: garantire energia stabile e pulita ai punti nevralgici della struttura — l'aula computer, dove una ventina di laptop vengono usati ogni giorno per la didattica, gli uffici e gli spazi di accoglienza, per assicurare continuità di lavoro e connessione internet anche quando la rete pubblica va in tilt.
I lavori sono partiti a giugno 2026: prima la posa dei sostegni e della recinzione, poi la cabina elettrica. Padre Francis, per motivi di sicurezza — nella zona si erano verificati furti di rame e ferro ai danni di altre strutture — ha scelto di proteggere l'impianto con un muro perimetrale e delle stanze per ospiti nelle immediate vicinanze, così che ci sia sempre qualcuno presente. Una scelta che ha richiesto qualche settimana in più, ma che ha messo l'impianto al riparo da rischi concreti.
A metà agosto l'installazione era completa "a regola d'arte", e i primi giorni di settembre 2026 l'impianto è entrato in funzione: pannelli, inverter e batterie che oggi alimentano la scuola e la comunità di Shalom. Una targa sul muro della struttura ricorda oggi il sostegno di IKIAO – Ticino for Africa a questo intervento.
Non è un progetto simbolico: è energia reale, ogni giorno, per chi ne ha davvero bisogno. Ed è il primo tassello di quello che IKIAO vuole essere — un'associazione che non si limita a raccogliere fondi, ma segue i progetti dall'idea alla realizzazione, con trasparenza su come ogni euro viene speso.